Sul fatto brutto - le parole della notte

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Sul fatto brutto

Poesie
 
 
 
 
 


Nonno era sordo come un mal di denti
e se ne stava quasi sempre muto.
Nonna parlava dei fatti recenti
e commentava quanto era accaduto,
sicura che quel vecchio lì in disparte
non c’era con la testa ed … altra parte.
Il fatto che scoppiò ieri in paese
aveva scosso quella amena valle:
il farmacista e Lea la bolognese
colti in flagrante dal dottor Trisalle
medico di famiglia e di lei amante
che come lei non ce ne sono tante.
E con un colpo solo di pistola
avea colpito entrambi quei fetenti
al basso ventre lui e lei alla gola
lasciando i corpi in pose assai eloquenti.
Poi senza indugio corse dal marito
perchè spettava a lui, uomo tradito,
lavare con il sangue la vergogna
e riscattar la faccia ed il rispetto
di prima che partisse per Bologna.
Poteva in un sol modo il poveretto:
confessando in nome dell’onore
d’essere stato lui l’esecutore.
Ma quando lo trovò che copulava
con tale Nunziatina Pedigage,
donna devota e pia che non la dava,
colto da gelosia fece una strage.
Poi tornò a casa a meditar sul fatto
e far sparire l’arma del misfatto.
E appena vide la di lui consorte
che si facea montare da Giovanni
sentì una fitta al cuore molto forte
e stramazzò defunto di cent’anni.
In vita dispensò corna e clisteri,
la morte lo raccolse volentieri.
Nonno era stato tutto il tempo assente
sembrava che dormisse a sonno fondo
tanto che nonna e la gente presente
sentirono come cascare il mondo
quando si alzò agitando il suo bastone
e si affacciò urlando dal balcone.
Invano lo invitarono a rientrare:
lui con il legno li tenea lontani
fintanto che riuscì a liberare
il vecchio uccello, e preso tra le mani,
gridò a quanti accorsero giù in strada..
uccide più la minchia che la spada!
©

Filippo Bozzali - www.coltempo.com

 
 
 
 
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